La birra belga patrimonio dell'umanità

da Milano Beer Week

Una "biodiversità" senza pari, secoli di tradizione che si sono radicati in stile di vita condiviso senza distinzioni di sorta, un numero elevatissimo di eccellenze per un Paese tutto sommato piccolo geograficamente inteso. Questo è il Belgio della birra e questa è la birra del Belgio e allora non c'è da stupirsi se l'Unesco ha deciso ufficialmente l'ingresso della birra belga nel patrimonio tradizionale dell'umanità al pari di altri tesori culturali come il tango argentino e la gastronomia francese.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura è stata fondata nel 1945, qualche mese dopo la conclusione su tutti i fronti della seconda Guerra Mondiale. Il suo scopo è quello di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni attraverso la cultura, la scienza, l'istruzione e l'informazione per promuovere infine il rispetto universale per la giustizia, lo stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali. Nel corso degli anni l'Unesco ha concesso lo status di "patrimonio dell'umanità" a luoghi umani e bellezze naturali, in Italia ad esempio sono patrimonio dell'Unesco le Dolomiti e la Costiera Amalfitana, le isole Eolie e la Val d'Orcia, ma lo sono anche i centri storici di Roma, Siena, Firenze e Urbino tra gli altri.

Tuttavia sono considerate patrimonio universale anche quelle tradizioni considerate "geneticamente" innervate in un Paese e nella sua gente. Il Tango per gli argentini ad esempio. E la birra per i belgi, adesso. Una lista speciale creata nel 2008, per entrare a far parte della quale la tradizione culturale deve possedere requisiti di "longevità" di diverse generazioni e contribuire all'identità di un popolo.

Requisiti certamente riconducibili alla birra belga ma ai quali si devono aggiungere, come dicevamo, una strordinaria varietà di stili e tipologie (qui sono nati i lambic, le witbier e le oud bruin tanto per fare qualche nome), delle enclavi storiche d'eccellenza come i monasteri trappisti (a lungo un tesoro esclusivamente belga), una cucina frequentemente coniugata con le birre che, mai come in questa piccola nazione europea, si devono declinare al plurale.

Lunga vita dunque alle birre del Belgio e l'occasione è adatta naturalmente a un più che giustificato brindisi. Decidete voi, in pieno stile Milano Beer Week ovvero all'insegna della sacra libertà individuale, cosa stappare. Noi abbiamo deciso per una bottiglia dello Champagne del Belgio. Una gueuze, ovviamente...